Astro Pi Challenge: il team "Buzz" sulla Stazione Spaziale Internazionale
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Astro Pi Challenge: il team "Buzz" sulla Stazione Spaziale Internazionale

Il progetto del team “Buzz”, composto da sette studenti dell’istituto “Verona Trento”, approda alle finali del progetto europeo “Astro Pi Challenge” organizzato dall’ESA, l'Agenzia Spaziale Europea. Il prossimo 15 maggio i risultati della competizione.

Ancora una volta l’istituto IIS Verona Trento di Messina, diretto dal dirigente scolastico Simonetta Di Prima, si mette inmostra a livello europeo con un nuovo concorso: “European Astro Pi Challenge”. Il concorso è stato organizzato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e solo da quest’anno è stato esteso all’intera comunità europea under 16 (il concorso nasce in Inghilterra e fino allo scorso anno era aperto solo agli studenti residenti nel Regno Unito).

Al team “Buzz”, composto dagli studenti Emanuele Agrillo, Davide Aloisi, Simone Connan, Felice Gugliandolo, Elisa Mangano e Mattia Saputo e coordinato dai professori Giovanni Rizzo, Salvatore Camarda e Gaetano De Lorenzo, è stata commissionata la scrittura di un codice dal famoso astronauta Thomas Pasquet, codice che utilizzerà per poter andare avanti nella sua missione spaziale “Proxima”.

Il codice è stato messo alla prova su “AstroPi”, un computer programmato in linguaggio “Python” basato su Raspberry Pi ed equipaggiato con un insieme di sensori e di gadget denominati Sense HAT, che possono rilevare il livello di radiazione, i movimenti, l’umidità, la temperatura e la pressione con la visualizzazione delle rispettive misure.

I giovani ragazzi messinesi hanno proposto un codice che permette di rilevare il benessere delle persone tramite dei numeri relativi che vanno da -3 (molto freddo e, quindi, instabile) a 0 (ottimale) e da 0 a +3 (troppo caldo).

Hanno iniziato la competizione 300 squadre di tutta l’Europa - di cui solo 30 italiane - e, dopo le tre fasi, solo 5 squadre italiane sono state selezionate, tra cui, proprio, il team “Buzz”.

Per questi giovani studenti del team del Verona Trento questa è stata la prima sfida affrontata (i ragazzi sono tutti del primo anno) e raccontano un’esperienza molto positiva in quanto si sono trovati bene in un gruppo in cui non sono mancate le difficoltà, ma che è riuscito, tramite la collaborazione e l’aiuto dei docenti, a superarle.

I giovani programmatori, ricchi di entusiasmo - come li descrive il professore Rizzo - hanno vinto ben più di una competizione, perché sono riusciti a raggiungere l’obbiettivo più importante, ovvero, la collaborazione. È lo stesso professore Rizzo, arrivato in finale ben tre volte quest’anno con la sua scuola (prima con “Zero Robotics”, poi con “Nao Challenge” e ora con “European AstroPi Challenge”) a spiegarci il motivo per cui il Verona Trento cerca e partecipa a concorsi continuamente: «Cerchiamo altri progetti per invogliare i ragazzi alla collaborazione, a questo spirito di competizione e, comunque, anche il fatto di mettersi in gioco».

Ovviamente, nei cuori dei ragazzi risiede la soddisfazione di essere arrivati in una finale europea, vedendo il loro impegno premiato.

di Andrea Denaro