Il Drago di latta - La trilogia di Colapesce
Arte e Cultura

Il Drago di latta - La trilogia di Colapesce

Ormai un punto di riferimento per studenti, appassionati di letteratura e di musica, la Libreria Colapesce, gestita dalla famiglia Nicosia e situata nel centro di Messina, festeggia il 28 aprile il suo terzo compleanno.

StreetNews ha ripercorso le tappe che, partendo dall’esperienza di Pianissimo, hanno portato alla sua apertura e a questo nuovo traguardo, e lo ha fatto utilizzando i tre mezzi che le appartengono: testo, radio e video.

Ogni storia, che sia contenuta all’interno di un libro, di un film, di un reportage, ha un inizio, uno svolgimento e una fine. Ma nel momento della stesura, della messa su carta o su pellicola, capire quale debba essere il punto da cui cominciare a raccontare non è così immediato; a volte è una questione di prospettiva o di punti di vista. Per raccontare la storia di Pianissimo, dei fratelli Nicosia e della libreria Colapesce si potrebbe, per esempio, partire da qui: dalla crisi di un trentenne messinese appassionato di letteratura, da un idraulico romano di nome Moreno, da un’estate siciliana.

Nel 2013 l’editoria italiana attraversa uno dei suoi periodi più bui, i dati ISTAT fotografano ancora una volta un’Italia che non legge o legge poco. A questa crisi se ne accompagna un’altra, più personale, quella di Filippo Nicosia, un giovane messinese trapiantato a Roma, dove lavora per una casa editrice indipendente. Schiacciato dal peso del clima di rassegnazione che aleggia nel settore, Filippo decide di agire, di mettersi in movimento e fare qualcosa che, nel suo piccolo, possa trasmettere un segnale, generare una lieve scossa, smuovere le acque.

Decide di creare una libreria itinerante, Pianissimo – perché se andassimo veloci, o velocissimi, nessuno si accorgerebbe del nostro passaggio -, per portare i libri nelle piazze, tra la gente.

Per farlo gli serve chiaramente un mezzo in grado di contenere un buon numero di volumi, così contatta Moreno, un idraulico romano che ha messo in vendita un furgoncino d’epoca, un Fiat 900 panorama del ’76. Dopo averlo incontrato ed essersi preso qualche giorno per riflettere, l’affare è fatto, le chiavi di Leggiu (in siciliano pianoo io leggo, ndr) sono sue. Una volta riempito il furgoncino con i 700 libri mandatigli da una trentina di case editrici indipendenti, l’avventura di Pianissimo può cominciare.  

La prima tappa non può che essere lo Stretto di Messina, una lettura organizzata all’Horcynus Orca in una sera d’aprile scossa, ma non interrotta, da una tempesta primaverile. La mattina dopo, con poche ore di sonno alle spalle, Leggiu e il suo equipaggio sono già pronti a solcare l’asfalto delle strade siciliane, navigando piano, anzi pianissimo.

Tra gli insulti dei camionisti, a cui il furgoncino bianco occupa la strada procedendo a 20 chilometri orari, le birre fredde, le piccole scoperte, l’indifferenza di alcuni, le serate in piazza tra lettori e curiosi,  le manifestazioni di solidarietà inaspettate nei momenti difficili, Pianissimo porta la letteratura tra le mani e alle orecchie di molti, grandi e bambini.

Una volta nella piazza, spiega, infatti, Filippo nel libro – Pianissimo, libri sulla strada, in cui racconta il suo viaggio -  i libri non potevano restare chiusi, semplicemente esposti come merce che si trova su qualsiasi altra bancarella. Bisognava leggere, leggere a voce alta di fronte a un pubblico.

Pur nella sua estrema semplicità - leggere ad alta voce - diventa un gesto di ribellione, piratesco e temerario. È un modo per ricollocare i libri nella vita delle persone, nella quotidianità, un modo per far capire, senza spiegarlo, che la letteratura è parte del mondo che abitiamo, è un bussare piano all’attenzione delle persone. Chi attraversa la piazza può scegliere di fermarsi, può farsi coinvolgere oppure può proseguire senza voltarsi.  Ti rimette in mano una scelta che forse non pensavi di avere, o che non sapevi di volere. E sebbene l’avventura di Filippo, dei suoi compagni di viaggio e del suo Drago di latta possa considerarsi dopo cinque tour ormai conclusa, almeno a livello pratico, visibile, Pianissimo non è andato perduto, si è semplicemente trasformato.

La necessità di allontanarsi dall’attenzione mediatica, di ridare concretezza a qualcosa che andava assumendo tinte più astratte, romantiche, unita al bisogno di stabilità derivante da quella che è, al di là di tutto il resto, un’attività economica, ha portato alla nascita, nell’aprile del 2014, della Libreria Colapesce, gestita dalla famiglia Nicosia. La libreria itinerante ha così piantato le proprie radici nel centro di Messina, per diventare un punto fermo, ma non immobile, uno spazio vivo e abitabile in cui incontrarsi, connettersi con il mondo, navigare su internet, leggere un libro, studiare, bere un bicchiere di vino o ascoltare della buona musica. È una macchia di colore in mezzo al grigio della città, un’isola di carta in cui il ritmo del quotidiano rallenta dandoti l’opportunità di riappropriarti di quel tempo che troppo spesso scivola via.

Ci tuffiamo con Colapesce, non per evadere dalla realtà ma per dispiegarla, immergendoci, e senza fiato ritornare a galla con...

di Gabriella Fiorentino

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