Next Car Challenge 2018, un messinese vince il contest nazionale

Gianvincenzo Mammoliti, giovane messinese fuorisede a Torino che ha vinto il Next Car Challenge 2018.

Next Car Challenge 2018, un contest sul futuro delle macchine, ha visto come vincitore assoluto Gianvincenzo Mammoliti, giovane messinese di 22 anni, studente al Politecnico di Torino.

Come immagini sarà l’automobile entro i prossimi 10 anni? Quali caratteristiche avrà? Quali tecnologie vi saranno integrate e a quali esigenze risponderanno?

Sono queste le domande che Sfida Italia 4.0, una Digital Factory alle porte di Brescia che si propone come punto di riferimento per la trasformazione digitale delle piccole e medie imprese italiane, ha posto a giovani dai 18 ai 35 anni con il Next Car Challenge.

Il contest, che si è sviluppato con il patrocinio del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale e dell’Osservatorio per lo Sviluppo e la Gestione delle Imprese dell’Università degli Studi di Brescia, ha visto vincitore assoluto del concorso un giovane messinese, Gianvincenzo Mammoliti.

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Gianvincenzo, studente del politecnico di Torino, ha deciso di partecipare al contest per mettersi alla prova. Lo conferma lui stesso. “Poteva essere formativo mettermi alla prova in una competizione con altri giovani. Inoltre, sentivo di aver prodotto qualcosa di valido. Ovviamente non avevo la certezza di vincere, ma sentivo di avere le mie possibilità”.

Ogni progetto, che doveva prospettare il campo automotive da oggi al 2028 in meno di 1000 parole, è stato valutato da una commissione composta da professori e leader di industrie internazionali.

Gianvincenzo, nel suo progetto, ha deciso di essere originale, così ha parlato poco di tecnica. Ha optato, invece, per il rapporto uomo-macchina e di come questo rapporto dal suo punto di vista sarà facilitato dal machine learning, cioè l’apprendimento automatico.

L’originalità del suo progetto gli ha permesso di vincere un premio in denaro di 5000€ che, afferma lui stesso, verrà investito nel suo futuro. “Ho intenzione di dare una mano alla mia famiglia“, spiega Gianvincenzo, “che mi sostiene nelle spese di fuorisede a Torino. E poi vorrei investire il premio in delle esperienze all’estero durante il percorso di laurea magistrale”.

di Maria Chiara Conticello