A scuola di monitoraggio civico: studenti di “Jaci” e”Antonello” si candidano per Bruxelles

14 Marzo 2017 Opportunità
I ragazzi che hanno partecipato al progetto A scuola di Open Coesione - Street News Messina - StreetNews

Al via il progetto “Ascuoladiopencoesione” che coinvolge circa 200 scuole italiane in attività di monitoraggio civico. A Messina si contendono un posto per Bruxelles gli istituti “Antonello da Messina” ed “E.M. Jaci” che hanno “indagato” sulla riapertura, dopo vent’anni, del Museo regionale e sulla mancata realizzazione del Polo oncologico all’ospedale “Papardo”.

Possono un gruppo di studenti trasformarsi in esperti di monitoraggio civico? Gli allievi degli istituti “Antonello da Messina” ed “E.M. Jaci” della città di Messina ci hanno provato, coinvolti dal Ministero dell’Istruzione in unprogetto chiamato “Ascuoladiopencoesione”.

«Lo scopo del monitoraggio civico è quello di illuminare – come dice il referente del settore “Cittadinanzamonitorante e anticorruzione civica”, Leonardo Ferrante – tramite dati accessibili ai cittadini e quindi vigilare, chiedere conto e riconoscere i meriti».

Sono duecento le scuole italiane che parteciperanno, ma solo una si recherà a Bruxelles (sede del Parlamento europeo), mentre le prime 10 saranno premiate al MIUR (Ministero Istruzione Università e Ricerca) di Roma.

I ragazzi, in particolare, sono stati invitati ad indagare su dei fondi erogati a favore della città di Messina che non sono stati spesi per ciò per cui erano destinati. Gli studenti dello “Jaci” hanno scelto di esaminare alcuni dati sudei finanziamenti inviati per la realizzazione di un Polo oncologico all’ospedale “Papardo”. Hanno riscontrato qualche difficoltà ma, ovviamente, i risultati sono stati più che soddisfacenti. «Intanto – come dice Alessio Caspanello dell’associazione “Parliamentwatch Italia”, ha aiutato i ragazzi dello “Jaci” – il tema è abbastanza ostico per dei ragazzi di 17 anni…».

Mentre, gli alunni dell’Istituto “Antonello da Messina”, coordinati da Milena Romeo dell’associazione “Cara Beltà”, hanno raccolto informazioni riguardanti il museo di Messina e la sua riapertura dopo vent’anni.

Ad esporre il lavoro all’interno del monitoraggio sono stati, per l’Istituto “Jaci”, Antonella Russo, la project manager Luljeta Mici e l’analista Alberto Bongiorno; mentre perl’Istituto Antonello da Messina, Damiano Sciuto e Marco Sidoti.

L’attività si è svolta in classe con degli incontri insieme all’assessore comunale all’Informatizzazione Sergio De Cola e ai rappresentanti di “Opencoesione”. Le pratiche di ricerca dei dati sono state abbastanza ardue, nonostante l’aiuto di siti come “Opendata”, ma i ragazzi sono comunque riusciti a raccogliere abbastanza informazioni da analizzarle e suddividerle nelle loro categorie.La prima fase, che li ha fatti incontrare al Salone delle Bandiere, è stata proprio questa: raccogliere dati e, quindi, illuminare. Come ha spiegato ancora Alessio Caspanello, giornalista da vent’anni, lo scopo principale di questo progetto è quello di portare le persone a conoscere, perché «Chi conosce queste cose, è un cittadino che non si farà più prendere in giro». I ragazzi stessi, al di là dei dati, testimoniano di essere cresciuti grazie aquest’esperienza.

Ma la loro attività di monitoraggio non finisce qui e adesso, il loro compito sarà di continuare ad indagare per scoprire che fine hanno fatto questi fondi e per cosa, in realtà, sono stati spesi.

di Andrea Denaro