Bandi europei, come portare avanti un progetto

5 Febbraio 2017 Opportunità
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Sei un under 35, hai un’idea che vuoi portare avanti con altri ragazzi e vorresti approfittare delle numerose opportunità di finanziamento offerte dai bandi europei, ma la progettazione per te è un mistero e non sai da dove iniziare? Ecco le fasi cruciali per portare avanti un progetto.

Trovato il bando di tuo interesse, dovrai per prima cosa verificare i termini di scadenza per la presentazione dei documenti, tempi che normalmente si protraggono dai 30 ai 60 giorni, e valutare se hai tempo a sufficienza per preparare la documentazione necessaria, il piano economico e trovare i partner che ti servono per la migliore riuscita del tuo progetto.

Bandi europei e fasi della progettazione: occhio ai requisiti!

Dopo avere letto attentamente il bando e verificato i requisiti richiesti, preso contatto con eventuali partner che possano affiancarti nelle attività a cui le risorse interne del tuo gruppo non possono provvedere e formalizzato l’accordo con loro tramite dei protocolli d’intesa, dovrai presentare la documentazione richiesta e allegata al bando: di solito un formulario, un cronoprogramma e il piano economico. Procedendo con ordine, dovrai mettere per iscritto le attività previste, lo sviluppo temporale del tuo progetto, fase per fase, e le spese che vorrai sostenere. Una volta presentato, il progetto sarà “giudicato” attraverso una griglia di valutazione presente all’interno dello stesso bando: per dati parametri, infatti, verranno attribuiti determinati punteggi.

Dopo circa 6/9 mesi (tempi amministrativi permettendo…) potrai consultare una graduatoria provvisoria in cui scoprirai se il tuo progetto verrà finanziato e quale punteggio hai ottenuto. La graduatoria provvisoria dà la possibilità di fare dei ricorsi. Dopo che i ricorsi vengono valutati, viene pubblicata una graduatoria definitiva. Questo iter può variare da pochi mesi ad alcuni anni (anche in questo caso, dovete essere fortunati!).

Se rientrerai nella graduatoria, verrai contattato dall’ente erogatore per stipulare e firmare la convenzione o il decreto di finanziamento. Si tratta di un contratto che formalizza la concessione del finanziamento e ti autorizza ad avviare formalmente le attività – di solito – entro e non oltre 30 giorni.

In questa infografica spieghiamo gli step della progettazione per bandi europei

Infografica: Bandi europei, le fasi della progettazione

A questo punto dovrai ricontattare i partner per verificare il reale interesse nel progetto (se è passato molto tempo qualcuno potrebbe non avere più la possibilità di partecipare o potrebbe non esserci più attivo), eventualmente riconfermare la partnership con un nuovo protocollo d’intesa e partire con le attività, seguendo il cronoprogramma che avevi originariamente stabilito.

Progetti europei: pubblicizza le attività svolte

Durante le attività, ti consigliamo di tenere sempre traccia di quello che fai: raccogli le firme dei beneficiari, dei referenti del progetto e dei partner; scatta tante fotografie; registra video; eventualmente sii attivo sui social network. Tutto questo sarà utile nell’attività di monitoraggio del tuo progetto.

La fase senz’altro più complicata riguarda la gestione delle spese e la loro rendicontazione: l’ente erogatore ti fornirà un vademecum per chiarirti come procedere nelle spese e nella loro tracciabilità. Seguilo scrupolosamente. Per fugare ogni dubbio, ti consigliamo di farti affiancare da una figura competente in materia, magari prevedendo all’inizio della stesura del tuo piano economico una consulenza in tal senso.

Anche se tutta questa burocrazia potrebbe scoraggiarti, armati di pazienza. Sii presente sui social e sui siti specializzati per non perdere mai di vista un bando in scadenza e non organizzarti all’ultimo momento. Ma, soprattutto, assicurati di presentare un’idea utile e facilmente realizzabile!

di Rosaria Vecchio

(ndr: Questo post è stato scritto dopo un’approfondita chiacchierata con Carmelo Lembo, esperto di progettazione europea e presidente dell’Associazione Bios di Messina, che ringraziamo).