Giornate FAI di Primavera a Messina, riscoprendo l’Osservatorio

30 Marzo 2018 Arte e Cultura
Immagine scattata all'interno della Biblioteca dell'Osservatorio di Messina nell'ambito delle Giornate Fai di Primavera a Messina, il 24 e 25 marzo. L'evento è stato seguito da Street News - streetnews

Giornate FAI di Primavera, il 24 e 25 marzo 2018 oltre 100 i luoghi aperti in tutta la Sicilia, 17 quelli in Provincia di Messina. Street News ha visitato l’Osservatorio di Messina.

Strani macchinari dai nomi insoliti, di colore grigio e fatti di metallo e vetro, sono ciò che salta agli occhi appena si varca la porta del “Teleposto Meteorologico” della città di Messina. Si trova in Viale Regina Margherita ed è chiamato Osservatorio. Le sue porte si sono aperte il 24 e il 25 marzo per le Giornate FAI di Primavera.

Una volta varcato il cancello d’ingresso, i visitatori sono stati accolti dai volontari per poi essere affidati ai cosiddetti apprendisti Ciceroni, studenti delle scuole medie e superiori della città. Da quel momento ha avuto inizio il tour guidato. Le giovani guide hanno raccontato la storia dell’Osservatorio – voluto nel 1876 dal professore Marco Manzi – e le peculiarità della zona in cui il palazzo è stato costruito. I ragazzi hanno poi mostrato i vari macchinari esposti per l’occasione in varie stanze dell’Osservatorio, utilizzati per le analisi chimiche delle piogge, per i rilevamenti dei buchi nell’ozono e per la trasmissione di bollettini meteorologici.
Aver potuto ammirare la vasta collezione di volumi nella biblioteca della fine XIX secolo non è cosa da niente, se si tiene conto anche del fatto che è stato possibile apprendere qualcosa in più in materia di atmosfera e ambiente, attraverso strumenti come il termoigrografo, lo psicrometro o lo spettrofotometro.

Giornate Fai di Primavera 2018 - Visita all'Osservatorio di Messina - Il termoigrografo

Giornate di Fai di Primavera 2018 – Il Termoigrografo dell’Osservatorio di Messina

Il servizio offerto quotidianamente dall’Osservatorio alla collettività è di fondamentale importanza per la navigazione aerea, dal momento che la struttura è oggi alle dipendenze dell’Aeronautica Militare. Capo del Teleposto di Messina è il Maresciallo Giovanni Capodivento.
Particolarmente interessante è anche la storia del colle Andria, su cui si trova oggi l’Osservatorio. In passato vi sorgeva l’omonimo forte, sotto il quale erano presenti gallerie e cunicoli, in parte tuttora esistenti, alcuni dei quali giungono fino alla stazione.

Giornate Fai di Primavera 2018, gli eventi a Messina

Scoprire le bellezze storiche ed artistiche rinomate, ma anche quelle spesso dimenticate o nascoste, è l’obiettivo del FAI, il Fondo Ambiente Italiano. Quest’anno, in Provincia di Messina, i Comuni coinvolti nella valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico sono stati Alcara Li Fusi, con il villaggio di Borgo Stella, la Chiesa delle Grazie, il Santuario dell’Eremo e il Monastero di Santa Maria del Rogato; Capizzi, dove è stato possibile visitare la Chiesa Sant’Antonio da Padova e il Museo di Arte Sacra; San Marco D’Alunzio, con ben 8 perle, tra cui la Chiesa Aracoeli, il Museo Arti decorative Bizantine e Normanne ed il Museo della Scienza e della Tecnologia; Casalvecchio Siculo e la sua Basilica dei Santi Pietro e Paolo d’Agrò; infine, Taormina con l’Odeon e le Terme.

Cosa è il FAI, Fondo Ambiente Italiano

Per la 26esima edizione delle Giornate FAI di Primavera sono state quasi 700mila le persone interessate alla scoperta dei Beni italiani. Il record di visitatori è stato della Lombardia.
Le Giornate di Primavera sono soltanto uno degli eventi organizzati dal FAI. Le iniziative proposte durante l’anno spaziano dalle visite ai musei, agli eventi enogastronomici, fino ai concorsi fotografici e ai laboratori didattici per le scuole.
La Fondazione è nata nel 1975, seguendo le orme del National Trust inglese. In 40 anni ha salvato ben 59 luoghi, a valorizzato e protetto più di 6 milioni di metri quadri di beni artistici e naturalistici, sensibilizzato le persone all’amore per i patrimoni storici ed ambientali.

di Marzia Costanzo