Open Data Sicilia: un’eccellenza made in Messina

Il batman dell'Open Data Giovanni Pirrotta intervista da Street News - Streetnews

Di giorno è un impiegato dell’Università di Messina, di notte è il “Batman” dell’Open data. Lui, Giovanni Pirrotta, nel tempo libero si diletta in quella che è una vera e propria missione: “aprire” i faldoni della Pubblica Amministrazione e rendere i dati fruibili e utilizzabili da tutti i cittadini.

Nell’ottobre 2016 è arrivato al primo posto al Lean StartUp Machine presentando ‘Morningmeal project’, un’app che consegna colazioni a domicilio. Ma la sua vera passione sono gli Open data, di cui è uno dei massimi esperti in Sicilia. Giovanni Pirrotta, impiegato all’Università di Messina, sin dall’età di 7 anni con il suo mitico ‘msx Philips’ coltiva la passione per l’informatica e ha scelto di indirizzare tutti i suoi studi nel campo dei “dati aperti”.

Il suo orgoglio più grande è il progetto “City Bot” che mira, attraverso dei robot telematici, a offrire servizi che aiutino i cittadini a trovare facilmente informazioni utili nella vita quotidiana. «Si tratta di una piattaforma a portata di tutti che, in maniera intuitiva e semplice – ci dice – è in grado di creare servizi attraverso la realizzazione di mappe interattive a prova di bambino. I servizi disponibili, per ora, sono quelli relativi alla “Protezione Civile Palermo” e “AMAT Palermo Bot” , in seguito spero si quintuplichino per aiutare il cittadino in qualsiasi contesto».

Giovanni, l’abbiamo incontrato il 4 Marzo scorso, durante la prima giornata della Settimana dell’Amministrazione Aperta, in cui si è celebrato a livello internazionale l’Open Data Day, che si pone come obiettivo di favorire pratiche di trasparenza tra istituzioni e cittadini, per far sì che questi ultimi riescano a interagire senza alcuna interferenza.

«Partecipazione e trasparenza – spiega Giovanni – oggi vanno di pari passo con l’innovazione tecnologica. È proprio grazie ad essa che è possibile rendere i dati facilmente consultabili. L’Open Data – continua Giovanni – è uno strumento necessario per offrire chiarezza ai cittadini attraverso dati sempre aperti, che possono essere riutilizzati come materia prima, servendosi di un patrimonio informatico facilmente consultabile da tutti».

Questo patrimonio, fa intendere Giovanni, non è sempre utilizzabile. «Due, infatti – continua – sono le condizioni affinché questi dati possano essere accessibili: quella tecnica, che consiste nell’essere disponibili in rete gratuitamente e in formato aperto, l’altra giuridica, che permette di riutilizzarli creativamente tramite licenze cercando magari di sfornare progetti che possano migliorare la vita delle persone».

Quella degli open data, per Giovanni, è una missione da portare avanti ogni giorno: «Stare sempre sul pezzo: è questo che l’esperienza dell’Information Technology mi ha insegnato». Insomma una vera e propria filosofia di vita che, con ironia, Giovanni sintetizza citando il suo tweet preferito:

#ErnestoBelisario: i #dati si chiamano dati perché devono essere dati, se no si chiamerebbero tenuti #ijf15.

di Grazia Di Mauro