Primere, l’app siciliana che combatte il crimine

26 luglio 2018 Startup e Tecnologia
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L’applicazione gratuita per smartphone Primere consente di denunciare i crimini con dei semplici click. Primere è stata ideata dal giovane avvocato palermitano Alessio Di Gesù, che ha costituito una startup innovativa per realizzarla insieme a un’equipe di sviluppatori siciliani, e adesso la sta rendendo operativa sul territorio nazionale. L’app è patrocinata da LiberoFUTURO, di cui Alessio Di Gesù è socio, e dalle associazioni siciliane della rete NOMAFIE.

“Primere nasce da una passione dei fondatori per il lavoro costante e prezioso svolto dalle forze dell’ordine sul territorio nazionale”. A spiegarlo è Enrico Colajanni, imprenditore siciliano e presidente dell’associazione ‘LiberoFUTURO’, che patrocina Primere insieme alle associazioni siciliane della rete NOMAFIE. “In particolare, uno dei nostri soci ha spesso collaborato con le forze dell’ordine organizzando incontri e convegni tramite associazionismo, ed è stato membro della Commissione Regione Antimafia in qualità di consulente”.

Come funziona l’applicazione Primere?

Primere può essere scaricata su smartphone da chiunque e in maniera gratuita. Permette, in modo semplice e veloce, l’invio della posizione dell’utente e di un allert per segnalare agli operatori del 112 un qualsiasi crimine.

L’utente deve solamente attivare la geolocalizzazione e, tramite un semplice click, può inviare un sms silente alle forze dell’ordine. Tramite un secondo click, invece, si apre la chiamata al 112 per dialogare con l’operatore che riceve nome, cognome, numero di telefono e sua posizione, permettendo, così, l’invio di soccorsi in modo più tempestivo e preciso.

L’obiettivo di Primere è quello di velocizzare l’intervento delle forze dell’ordine in caso di crimini, recuperando minuti o secondi che possono essere preziosi per salvare la vita dei cittadini.

Primere è stata presentata dall’inizio dell’anno in diverse città siciliane: Bagheria, Alcamo, Castellammare del Golfo, Castelvetrano, Licata, Barcellona Pozzo di Gotto, Catania e Scordia. Sono soprattutto gli incontri con le scuole che hanno consentito di far conoscere l’applicazione a molte persone. In queste occasioni, si è parlato di Primere, ma anche di responsabilità dei cittadini e delle attività antimafia e antiracket svolte da LiberoFUTURO e dalle associazioni siciliane della rete NOMAFIE.

Le attività dell’Associazione LIBEROFUTURO

LIBEROFUTURO è un’associazione che dal 2007 assiste oltre 300 imprenditori prima, durante e dopo la denuncia degli estortori. Enrico Colajanni spiega che “insieme alla Rete NOMAFIE stiamo estendendo la rete del consumo critico NOPIZZO a tutta la Sicilia. Inoltre stiamo promuovendo, con il coinvolgimento degli imprenditori antiracket, buone pratiche nel travagliato settore dei beni sequestrati o confiscati alla mafia”.

Locandina patto antiracket promosso da associazione LiberoFuturo, patrocinante l'app Primere

Il successo di Primere

Primere ha ricevuto da parte del Ministero dell’Interno il riconoscimento di App correttamente collegata ed integrata al 112, rendendo possibili dialoghi con Prefetture e Questure.

Alessio Di Gesù ed Enrico Colajanni presentano l'app anti-crimine Primere nelle scuole siciliane

Alessio Di Gesù ed Enrico Colajanni presentano l’app anti-crimine Primere nelle scuole siciliane

Primere, al momento, ha ottenuto una copertura totale nel territorio della Lombardia. L’applicazione è attiva anche in Lazio, Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Trentino Alto Adige e in Friuli Venezia Giulia.

È in fase avanzata di attivazion, invece, in Sicilia Orientale, in Emilia Romagna, Marche, Umbria e Toscana.

 

Non solo Primere, l’esperienza di altre app anti-crimine

Dagli States: gli effetti collaterali dell’app Vigilante

Primere non è l’unica app sviluppata per velocizzare il lavoro delle forze dell’ordine. Una delle prime applicazioni nate con questo scopo è stata Vigilante’, un’app americana ritirata dal mercato dopo appena 24 ore.

I cittadini di New York potevano seguire in tempo reale tutti i crimini in atto in città, con tanto di geolocalizzazione. Con pochi tap sullo smartphone compariva la mappa della Grande Mela con le segnalazioni di rapine, omicidi, furti, e incidenti pervenute al numero di emergenza 911. L’app era stata pensata per proteggere i cittadini, in modo da far conoscere in diretta le situazioni di pericolo ed evitarle, ma l’effetto fu opposto: molti, spinti da incrollabile spirito civico o da semplice curiosità, finivano con l’essere attirati proprio nei luoghi più pericolosi, per intervenire o per assistere alla scena.

Le app anti-crimine in Italia

Youpol, invece, è l’app italiana della Polizia di Stato. Tramite l’applicazione è possibile inviare segnalazioni alla sala operativa della Questura, anche in via anonima. Youpol nasce soprattutto per combattere il bullismo e il traffico di stupefacenti.

L'icona di Youpol, app anti-crimine della Polizia di Stato

L’icona di Youpol, app anti-crimine della Polizia di Stato

Nel 2010 è stata costituita ‘Intellitronika’, una società fondata da imprenditori romani, che si occupa di soluzioni tecnologiche avanzate per le forze dell’ordine, attualmente utilizzate in vari Paesi.

L’ultima creazione di Intellitronika si chiama O.d.i.n.o. ed è un pacchetto di applicazioni ottimizzate per smartphone e tablet, realizzate in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, che supportano le forze dell’ordine sul territorio dando loro informazioni in tempo reale. L’app permette agli agenti di identificare una persona fermata in meno di cinque secondi interrogando le banche dati delle forze dell’ordine, di riconoscere se i documenti sono veri o falsi e, in caso di pericolo, di ricevere assistenza dalla centrale operativa in diretta, grazie a un collegamento audio-video.

di Maria Chiara Conticello