Quartiere, blu, mela. La storia di Chiara

10 Maggio 2018 Street News Feat
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Quartiere, blu, mela. Abbiamo coinvolto le nostre ragazze in una prova creativa, chiedendo loro di creare una storia partendo da queste tre parole e di corredarla con foto scattate da loro. Tempo a disposizione: un’ora e mezza. Questa è la storia di Chiara.

La testa e il cuore

Si chiamavano Giuseppe e Gregorio.
Erano nati nello stesso quartiere e, nonostante Giuseppe fosse un po’ più grande di Gregorio, erano amici fin da piccoli.
Giocavano a calcio nello stesso oratorio, avevano frequentato la stessa scuola e, al termine del quinto anno, avevano scelto la stessa facoltà.
Amavano la loro città e durante il liceo avevano preso l’abitudine di liberare le loro bici dai lucchetti e girare per le vie principali.
E quando si stancavano, si sedevano in una panchina e iniziavano a parlare del loro ipotetico futuro, dividendo un’arancia che abitualmente Gregorio teneva nello zaino.
Poi ognuno si era creato una propria carriera. Giuseppe aveva continuato a vivere nella sua città natale, un capoluogo di provincia. Era molto testardo e questa sua caratteristica lo aveva fatto diventare uno dei poliziotti più temuti nella provincia. Gregorio, invece, si era trasferito con sua moglie e i suoi figli in una città lontana dal capoluogo ma era diventato anche lui un poliziotto.
Nel lavoro che svolgeva però, più che la testa come Giuseppe, ci metteva il cuore.
Con questa caratteristica era capace di qualunque cosa, persino di convincere il figlio a donare una moto a un figlio di un carcerato.
“Quel ragazzino si sveglia alle 6 per consegnare il pane e con quei pochi soldi che guadagna, mantiene la sua famiglia. Ha poco meno della tua età e mentre lui deve sudare per comprare anche solo una mela o delle nespole, tu vai in cucina e le trovi, senza nessuna fatica” aveva detto al figlio.
Giuseppe amava questa caratteristica di Gregorio e, proprio per questo, erano grandi amici. Insieme si completavano e questa loro unione era percepita da tutti.
Quando Gregorio venne trasferito nella stessa città in cui lavorava Giuseppe, decisero di iniziare un progetto insieme, che successivamente si rivelò pericoloso e difficile.
Ma nonostante questo, ogni mattina erano soliti scherzare per dimenticare, per qualche minuto, tutte le difficoltà che ormai erano diventate giornaliere.
Gregorio, che arrivava in ufficio sempre prima di Giuseppe, nascondeva spesso una papera blu in ceramica, che faceva parte di una collezione dell’amico.
Giuseppe, ogni qualvolta se ne accorgeva, urlava contro Gregorio che, invece, rideva a crepapelle.
Erano attimi di spensieratezza per i due amici, che sapevano divertirsi con poco e complicarsi la vita come pochi.

di Maria Chiara Conticello