Storia di un fuori sede: lo sguardo nostalgico su un Sud che “non decolla”

I ragazzi dell'Associazione per fuorisede FuoriDiMe raccontati da Street News - Streetnews

Volare da Milano a Catania costa più che raggiungere una capitale europea. E’ questo il risultato dell’ultimo report stilato da un gruppo di giovani messinesi, riuniti nell’associazione “FuoridiMe”, che hanno deciso di offrire le loro competenze a servizio della città e incalzare le istituzioni per migliorare la mobilità tra Nord e Sud dello Stivale.

Quando torni? E quando riparti? Quanti esami ti sei dato? Quando ti laurei? Ma mangi? Purtroppo – o per fortuna – non tutti capiranno il senso di queste domande; altri invece ci avranno ormai fatto il callo. Questi “altri” sono i protagonisti della nostra storia, e rappresentano una categoria ampiamente diffusa in Italia. Chi sono? I fuorisede. Ma non fuori sede qualunque, attenzione, stiamo parlando dei fuorisede meridionali. Già, perché solo chi vive al Sud (anzi, chi vive IL Sud) può capire cosa vuol dire lasciarlo e poi ritrovarlo, anche solo per un attimo. Saggezza popolare vuole che mentre tutto scorre il Meridione rimanga immobile, arroccato nella sua fortezza eterea di tradizioni e preconcetti. Nel 2017 stereotipi e pregiudizidi questo genere non sono ancora stati superati.

Al di là dello Stivale non mancano né le iniziative né la voglia o il dinamismo. Ciò che manca è qualcuno che ci scommetta sopra. E, il Sud, è una vera e propria scommessa. Come quella che hanno fatto i ragazzi uniti nell’associazione “FuoridiMe” che vuole raccontare Messina, al di fuori di Messina. È stato proprio questo il punto di partenza di gruppo di giovani messinesi fuori sede che hanno costituito un’associazione con l’intento di mettere esperienze e competenze personali al servizio della loro città.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Massimo Conti Nibali, vicepresidente dell’associazione per porgergli alcune domande e curiosità. «Noi pensiamo che i fuorisede possano essere una risorsa e che possano offrire un punto di vista non migliore, ma diverso sulla città rispetto a chi la vive tutti i giorni – ci dice – semplicemente perché abbiamo la possibilità di confrontarci quotidianamente con altre realtà e quindi di dare uno sguardo diverso alla nostra terra».  Massimo ci ha parlato di una “generazione in movimento”, come ama definirla, un “outside generation” che fa semplicemente parte di un trend dettato oggi dalla globalizzazione.

Spulciando il sito fuoridime è possibile trovare delle chicche davvero interessanti. Tra le varie “cronache di uno studente fuorisede” e “riflessioni di un nostalgico” quello che più colpisce forse è il report incentrato sul “caro-voli” da e per Messina. L’indagine, intitolata “Quanto costa tornare a Messina”, ha evidenziato come tornare a casa nel periodo natalizio sia molto più pretenzioso per il portafoglio che spostarsi da Milano a Londra, ancor di più all’indomani della decisione di Alitalia di abbandonare l’aeroporto di Reggio Calabria.

Muoversi al Sud non è facile. Soprattutto quando si è costretti a pagare € 2.50 di traghetto per una traversata di 20 minuti o dover cambiare due o più treni con il rischio di perdere la famosa coincidenza. Perché si sa, lo dice anche Ligabue: c’è un treno che non è mai stato una volta in orario! E lo può assicurare ancheuna calabrese fuorisede che il tragitto Cosenza – Villa San Giovanni può costare sei ore e una scontatissima crisi di nervi. Tra guasti e ritardi vari, quattro navi, ore di sonno perse, assieme all’intera lezione del giorno. A volte capita spesso di pensare: “Forse avrei fatto meglio ad andare al Norde…”.